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Villocentesi (scheda informativa)

La villocentesi consiste nell’aspirazione di una piccola quantità (15-40 mg) di tessuto placentare tramite un prelievo ecoguidato attraverso l’addome materno.
Si effettua generalmente tra la 10^ e la 12^ settimana.
E’ sempre preceduta da un esame ecografico che permette di rilevare il battito cardiaco fetale, la posizione, lo spessore della placenta e la presenza di eventuali impedimenti o controindicazioni all’esecuzione dell’esame.
Non è prevista, perché non necessaria, alcuna anestesia: la maggior parte delle pazienti che si sottopone a prelievo riferisce un fastidio sopportabile.
Il prelievo viene preceduto da un’accurata disinfezione dell’addome.
Dopo il prelievo si ricontrolla la vitalità fetale mediante ecografia.
In caso di incompatibilità Rh (gravida Rh negativa e partner Rh positivo) viene somministrata (previo consenso informato) una dose di immunoglobuline anti-D per via intramuscolare;  il test di Coombs  eseguito nei tre mesi successivi alla somministrazione delle gamma immunoglobuline risulterà positivo.

Rischi materni: estremamente rari. Piccole perdite ematiche in genere non hanno significato per la prosecuzione della gravidanza, ma è utile un controllo ecografico. Un controllo sollecito è necessario in presenza di dolore addominale e/o febbre.

Rischi fetali: il rischio aggiuntivo di aborto dopo villocentesi è stimato intorno a 1-2 su mille prelievi nella letteratura internazionale ed è confermato nella nostra esperienza.

L’analisi dei villi coriali viene condotta sia su cellule che si sviluppano spontaneamente (metodo diretto) sia su quelle ottenute dopo coltura (metodo indiretto).

Può essere necessario eseguire un secondo prelievo di villi coriali o liquido amniotico quando:
-  l’analisi è limitata al solo metodo diretto per materiale insufficiente o mancata crescita cellulare (il solo metodo diretto può non riconoscere una patologia cromosomica del feto in 1 caso su 3000);
-  è presente una discrepanza tra il risultato del metodo diretto e quello colturale (mosaicismo placentare). Questa evenienza si verifica nell’1-2% dei casi e nel 90% dei casi non riguarda il feto.
Questi casi vengono spiegati e discussi in uno specifico colloquio con il medico genetista.

 

ultima modifica:  26/10/2020
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